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Silenzi

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V Premio « Lengua de Trapo de Narrativa » in Spagna nel 1999.

Selezionato tra i 10 gionavi scrittori dell'anno 2000 per il giornale El Mundo, Spagna.

Karla SuarezBesa editrice, Nardò, 200.
Ugo Guanda editore, Parma, 2005 (tascabili)

Karla SuarezTraduzione di Francesca Sammarco.

Spagna, Ediciones Lengua de Trapo, 1999.
Germania, Rowohlt, 2001.
Francia, Métailié, 2002.
Spagna, RBA, Barcelona, 2002.
Portogallo, Editorial Asa, 2002.
Francia, Métailié, suites, 2005.
Slovenia, Zalozba Goga, 2006.
Cuba, Letras Cubanas, 2008.
Spagna, Punto de lectura, 2008.
Francia, Métailié, suites, 2012.


I silenzi del titolo sono i silenzi della protagonista senza nome del romanzo, bambina che diventa adolescente in una famiglia numerosa e fuori dai canoni, una bambina che osserva i famigliari con partecipazione mista a ironia.

E i suoi sono famigliari che sembrano fatti apposta per contraddire i valori esaltati dalla retorica di Fidel Castro: il padre, uomo apparentemente tutto d'un pezzo e ritenuto un eroe per le gesta compiute in Angola, è un codardo; lo zio è cultore di amori omosessuali; la zia, psicologicamente instabile, ha una relazione clandestina con un dissidente. I personaggi rappresentano il rovesciamento degli ideali castristi fondati sull'unità famigliare e sui valori patriottici, e compongono un ritratto autentico di Cuba com'è, per nulla simile al piccolo paese eroico decantato nelle esibizioni del leader.

Un libro agrodolce e godibilissimo.

Stampa:

« Il grido di una gioventù che chiede al mondo una parola vera e coraggiosa, e ne riceve solo silenzio ». (Paola Mastrocola)

« Silenzi è un romanzo nel quale l’autrice svela L’Avana di tutti i giorni, le sue trasformazioni lente, le degenerazioni, la povertà di prospettive della gente e dei giovani che l’abitano, senza mai cadere nella trappola del giudizio ». (Il messaggero)

« In quest’universo dai colori confusi, descritto con prosa freschissima e ritmata, prova a crescere, la magrolina “Flaca”, determinata a vivere amicizie notturne di quella che dovrebbe essere la gioventù comunista –tra feste e letteratura, cocaina e musica, rum e pittura ». (Massimo Calandri. Repubblica)

« Karla Suárez ambienta il suo romanzo di debutto in una Cuba non necessariamente minore dove il senso della Patria non è più il punto di partenza di tutto e dove non è detto che i nuclei familiari siano sempre in grado di mantenere una non facile unità anche di facciata. Il mondo va avanti e anche a l'Avana di tempo dalla rivoluzione castrista ormai ne è trascorso parecchio e la venerazione nei confronti del leader maximo e dei suoi alti ideali ha lasciato il posto ad una diversa, anarcoide nuova consapevolezza figlia di un mutato spirito dei tempi e di una opposizione critica incalzante sempre più  insofferente nei confronti di un sistema totalitario eternamente uguale a se stesso ». (Pasquale Bottone. Il tempo di leggere)